In Smettere di allattare

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, come raccomandazione di salute pubblica mondiale, l’allattamento deve essere esclusivo (senza l’aggiunta di acqua, succhi, tisane ecc, solo latte di mamma!) sino ai sei mesi compiuti, prevalente (inserendo altri alimenti) fino all’anno e complementare sino ai due anni ed oltre.

Molte voci, ed aimè, anche qualche “esperto”, tendono a fissare un limite all’allattamento: chi dice otto mesi, chi un anno; raramente le mamme sono incoraggiate ad allattare oltre l’anno. Le motivazione sono le più differenti: il latte non è più nutriente, il bambino diventa troppo dipendente, la mamma che si “consuma” ecc…
Gli studi, che sono stati sino ad oggi condotti, in realtà, non rilevano alcuna controindicazione ad un allattamento oltre l’anno, al contrario, dai risultati si evince che ci sono solo benefici (in termini di maggior quoziente intellettivo e salute per il bambino, minor rischio di obesità, minor rischio di tumori e osteoporosi per le mamme, ecc..).

Col passare del tempo il latte materno cambia la sua composizione, diventando meno proteico e più ricco di fattori immunitari; questa è la conferma di come la natura risponde alle esigenze di un bambino che cresce: se il latte materno continuasse ad essere proteico quanto quello dei primi mesi, che permette una crescita che va dai 500 ad oltre 1000 gr mensili, avremmo dei piccoli giganti! Poichè ai bimbi dopo l’anno piace esplorare ed assaggiare, benvengano dei fattori immunitari, aggiuntivi a quelli prodoti dall’organismo del bambino, che lo aiutino a mantenersi in salute.

Cosa rispondo io alle mamme che mi chiedono sino a quando continuare ad allattare? Semplice, che la durata dell’allattamento è una questione che riguarda esclusivamente la diade mamma-bambino… Sino a quando alla mamma fa piacere allattare ed al bambino fa piacere ciucciare, l’allattamento può continuare.

 

Laura Cocchetti 

IBCLC – Vigevano

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